22 Aprile 2026

ANSFISA e i nuovi controlli sulle infrastrutture stradali: cosa devono aspettarsi gli enti gestori

Dopo il crollo del Ponte Morandi, l’Italia si è dotata di un adeguato organo di controllo, con poteri reali. Scopo di ANSFISA è confrontarsi con gli enti gestori di strade per garantire il migliore funzionamento delle infrastrutture deputate alla mobilità.

Per decenni, il sistema di controllo delle infrastrutture stradali italiane ha funzionato secondo una logica prevalentemente autoreferenziale: gli enti gestori si controllavano da soli, con risorse spesso insufficienti e senza una supervisione esterna sistematica. Il crollo del Ponte Morandi nell’agosto 2018 ha reso evidente, in modo tragico, i limiti di questo sistema. La risposta istituzionale è stata la creazione di ANSFISA — l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali — un organismo con poteri di ispezione diretta e facoltà di impartire prescrizioni vincolanti.

Cos’è ANSFISA e cosa può fare

ANSFISA nasce come ente autonomo con il compito di vigilare sulla sicurezza delle infrastrutture viarie e ferroviarie. A differenza delle strutture ministeriali che l’hanno preceduta — caratterizzate da organici ridottissimi rispetto all’enormità del patrimonio infrastrutturale da monitorare — l’Agenzia è stata dotata di risorse umane significative, con decine di ingegneri impiegati nelle attività ispettive.

La caratteristica che la distingue rispetto al passato non è solo dimensionale: è il tipo di poteri di cui dispone. ANSFISA può effettuare ispezioni dirette sulle infrastrutture, verificare la documentazione tecnica degli enti gestori e impartire prescrizioni vincolanti con scadenze precise. Non si tratta di raccomandazioni o inviti: chi riceve una prescrizione ANSFISA è obbligato a ottemperarvi nei tempi stabiliti, pena conseguenze che possono includere sanzioni amministrative e segnalazioni alle autorità competenti.

L’espansione progressiva del perimetro di controllo

Nella sua fase iniziale, l’attività ispettiva di ANSFISA si è concentrata principalmente sui grandi concessionari autostradali e su ANAS, le realtà dove la dimensione del patrimonio gestito e il potenziale impatto di eventuali criticità erano più evidenti. I risultati di queste prime ispezioni non hanno mancato di produrre effetti: osservazioni su tratti in cui la segnaletica risultava obsoleta o assente, prescrizioni per l’adeguamento di elementi non conformi, verifica dei programmi di manutenzione.

Tra i gestori di infrastrutture autostradali, l’attività di ANSFISA ha generato un effetto di attenzione crescente: la prospettiva di un’ispezione con esiti vincolanti ha accelerato processi di adeguamento che in molti casi giacevano in attesa da anni. Non è una motivazione nobile, ma produce risultati concreti in termini di sicurezza.

Il perimetro di controllo di ANSFISA è destinato ad espandersi progressivamente verso le strade provinciali e comunali. Gli enti che si troveranno nelle condizioni migliori sono quelli che non aspetteranno l’ispezione per mettere in ordine la propria documentazione.

Cosa cercano gli ispettori: la segnaletica al centro dell’attenzione

Le ispezioni ANSFISA non riguardano solo le opere d’arte — ponti, viadotti, gallerie — come potrebbe far pensare la genesi dell’Agenzia nel contesto post-Morandi. Il perimetro di verifica comprende l’intera infrastruttura stradale e i suoi elementi funzionali alla sicurezza della circolazione. La segnaletica è esplicitamente inclusa.

Nei rapporti ispettivi relativi alle prime verifiche su tratte gestite da ANAS, sono emerse specifiche obiezioni in merito allo stato della segnaletica: segnali obsoleti che non rispettavano le classi di retroriflessione e colorimetria previste dalle Norme, assenza di segnali obbligatori, posizionamenti non conformi. Non si trattava di irregolarità marginali: in alcuni casi le prescrizioni hanno riguardato interi tratti con esigenze di intervento urgente.

Prepararsi prima dell’ispezione: il vantaggio del catasto validato

Un ente gestore che affronta un’ispezione ANSFISA senza aver preventivamente svolto un catasto e una validazione della propria segnaletica si trova in una posizione di debolezza strutturale: non sa cosa troveranno gli ispettori. Non ha una mappatura delle proprie criticità, non può dimostrare di aver adottato un piano di intervento sistematico, non dispone della documentazione tecnica che attesta l’esercizio diligente delle proprie responsabilità gestionali.

Un ente che ha invece svolto questo lavoro in anticipo si presenta all’ispezione in una condizione radicalmente diversa. Sa cosa ha, sa in che stato è, sa quali interventi ha già pianificato e quali ha già realizzato. Può mostrare la documentazione di ogni intervento manutentivo tracciato nel sistema GIS. Può dimostrare di non aver aspettato l’ispezione per prendere sul serio la propria infrastruttura segnaletica.

ANSFISA non è il problema: è il catalizzatore che rende visibili i problemi già esistenti. Affrontarli prima dell’ispezione è più facile, meno costoso e produce risultati migliori rispetto a corrervi dietro dopo.

Il nuovo Codice della Strada 2025: ulteriori elementi di attenzione

Il 2025 ha portato con sé l’aggiornamento del Codice della Strada, che introduce modifiche rilevanti anche sul fronte della segnaletica; per esempio, alcune nuove tipologie di segnali e nuove disposizioni per alcuni contesti specifici come le zone a traffico limitato e le aree a velocità ridotta. Per gli enti gestori, questo significa che una parte del patrimonio segnaletico esistente — conforme alle norme precedenti — potrebbe risultare non adeguata ai nuovi standard.

Un catasto segnaletico aggiornato, integrato con i riferimenti normativi vigenti, è lo strumento che permette di identificare rapidamente quali elementi richiedono adeguamento e per pianificare gli interventi con le priorità corrette. In assenza di questa mappatura, l’aggiornamento normativo rischia di tradursi in interventi episodici e parziali, lasciando comunque aree di non conformità non rilevate.

Il quadro complessivo che emerge dall’introduzione di ANSFISA e dall’aggiornamento normativo del 2025 è quello di un sistema di controllo delle infrastrutture stradali che si sta progressivamente strutturando e rafforzando. Gli enti che si adeguano per tempo non si limitano a ridurre il proprio rischio ispettivo: contribuiscono a costruire un’infrastruttura stradale più sicura per tutti gli utenti.

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