Risposta a chi dice che i segnali più o meno ci sono ...


Più di qualcuno sostiene che “i segnali più o meno ci sono e non bisogna preoccuparsi più di tanto del segnalamento stradale”.

Noi pensiamo che questa osservazione (purtroppo “molto” condivisa anche tra chi ha la responsabilità della manutenzione delle strade) sia assolutamente superficiale.
La strada consente all’umanità di comunicare spostandosi ma, qualunque sia lo scopo (professionale, emergenza, turismo, ecc.), per consentire la “mobilità” è necessario che siano costruite le “strade” e, su queste, sia “organizzata” la circolazione. Quindi non è sufficiente consentire il libero transito sulla strada, ma questa va “preparata all’uso” ed il traffico va “disciplinato” in modo che la circolazione si possa svolgere in maniera organizzata: ordinata e sicura.

L’infrastruttura stradale è composta da vari “elementi” (pavimentazione, barriere, ponti, gallerie, segnaletica, ecc.), tutti hanno la funzione di garantire la circolazione in termini di fluidità e sicurezza, la segnaletica è però l’unico elemento che contribuisce in aniera “attiva”, come infatti recita il Codice della Strada in merito alla “Regolamentazione della circolazione in generale” (Art. 5 comma 3): “i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono emessi dagli enti proprietari, attraverso gli organi competenti, e sono resi noti al pubblico mediante i prescritti segnali”.

Il miglior modello di organizzazione della circolazione stradale, se rappresentato con un sistema segnaletico poco chiaro, non darà i risultati attesi per la fluidità e la sicurezza della circolazione stessa. Non possiamo non essere tutti d’accordo che la circolazione stradale deve essere regolamentata e non può essere lasciata al libero arbitrio dell’utente (velocità, precedenza, sensi di marcia, sosta, ecc.). Ma come fa chi percorre una strada a conoscere la disciplina stabilita da chi è demandato a decidere? Certamente non può dedurlo dal tipo di pavimentazione stradale, dalla struttura del viadotto che sta percorrendo (per quanto bello dal punto di vista architettonico questo possa essere), o piuttosto dal tipo di guardrail presenti su strada; l’umanità costruisce strade da migliaia di anni e, ancora oggi, l’elemento usato per “comunicare le regole” della circolazione stradale è la “segnaletica”!

Semplifico con un paragone sportivo: nel calcio (come per tanti altri sport) il terreno di gioco è delimitato da “segni” (limiti laterali, linee di fondo, aree di porta, i pali e la traversa delle porte) senza i quali è possibile giocare ma non è possibile applicare le regole del gioco. Così sulla strada, senza segnaletica (o con segnaletica sbagliata) è possibile circolare ma non è possibile applicare le regole della circolazione stradale.
Il buon segnalamento stradale non è realizzato con la semplice “presenza” su strada dei segnali stradali (sovente ecessiva); il buon segnalamento è il risultato del “ruolo corretto” assegnato ai segnali su strada. L’installazione della segnaletica deve essere analizzata e studiata di concerto con gli altri elementi della strada; i criteri applicati per la (indispensabile) redazione dei piani del segnalamento devono essere suddivisi in due categorie: criteri di qualità intrinseca e criteri di qualità legati all’installazione. I criteri di qualità intrinseca della segnaletica sono sinteticamente riassumibili negli aspetti di uniformità, omogeneità, semplicità, continuità, coerenza rispetto all’uso, coerenza rispetto alle regole di circolazione. Il rispetto dei criteri di qualità intrinseca elencati rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente al fine di perseguire l’obiettivo della sicurezza, essa infatti consente di elaborare dei piani della segnaletica stradale soddisfacenti solo “sulla carta”; gli utenti però non consultano i piani della segnaletica ma la segnaletica apposta su strada, da qui la grande importanza che rivestono altri fattori, oltre a quelli intrinseci, quali la scelta dei materiali e i criteri di scelta dell’ubicazione e della posa in opera.

Fu sant'Agostino il primo a classificare i tipi di segni, distinguendo i “segni divini” dai “segni naturali”, cioè tutti quei segni che non sono stati creati per significare qualcosa, ma che rimandano ad altri oggetti per l'esperienza (ad esempio, una nuvola rimanda all'idea di pioggia non perché è stata creata per comunicare questa azione), dai “segni artificiali”, cioè creati proprio per la comunicazione. Questi sono definiti “segni intenzionali” proprio perché alle spalle c'è l'intenzione di voler trasmettere un concetto: il “segno”, per essere utile, deve essere espressione di un contenuto.
Nel caso dei segnali stradali il “segno” è una indicazione palese da cui si traggono deduzioni e conoscenze, un procedimento visivo di comunicazione della disciplina della circolazione stradale stabilita dall’Ente gestore della strada. Il “segnale” è lo strumento col quale si da all’utente della strada un’informazione, una notizia, un avvertimento. Il “segnalamento stradale” è un insieme di segnali; il “segnalamento” è l’atto del segnalare, azione attraverso la quale si trasmettono all’utente della strada le regole della circolazione (ad esempio, raccomandando un comportamento), nonché tutte le informazioni utili alla guida.

Alcuni sinonimi di “segnalare” sono: avvertire, evidenziare, specificare, proporre, raccomandare, informare di, suggerire, indicare, preavvisare, lasciar capire, consigliare, imporre, spiegare, tracciare.

Alcuni “contrari”: confondere, mescolare, tacere, omettere, tralasciare.“Comunicare chiaramente” le regole della circolazione stradale facilita il processo cognitivo nell'utente, consentendo il passaggio dalla condizione del dubbio a quello della certezza; il nostro rapporto con la strada è dettato dalla continua produzione di ipotesi riguardo al modo in cui possiamo condurre al meglio il nostro impiego della strada stessa (anche in considerazione del fatto che non siamo i soli ad “impiegare” la strada); la segnaletica ci consente di superare una condizione di incertezza, o di dubbio, e quindi ci permette di affrontare più serenamente la mobilità stradale; se, nei nostri spostamenti su strada, la nostra comunicazione dipende da fattori che ci sfuggono siamo, come dire, disperatamente in balia della strada.

Basti dire che alla scuola guida non ci insegnano come si costruisce una strada; per essere abilitati alla guida siamo obbligati ad imparare il “linguaggio” dei segnali per poi poterlo comprendere sulla strada!
Un segnale stradale è un “simbolo”; il simbolo è un elemento della comunicazione, che esprime contenuti di significato ideale, dei quali esso diventa il significante. Uno dei motivi dell'inscindibilità di significato e significante risiede nella natura stessa del loro rapporto che non è né naturale né convenzionale ma radicalmente arbitrario, cioè necessario e motivato.
In greco antico, il termine “simbolo” (Σύμβολον) aveva il significato di "tessera di riconoscimento" o "tessera ospitale", secondo l'usanza per cui due individui, due famiglie o anche due comunità, spezzavano una tessera, di solito di terracotta, e ne conservavano ognuno una delle due parti a conclusione di un accordo o di un'alleanza (da cui anche il significato di "patto" o di "accordo"); il perfetto combaciare delle due parti della tessera provava l'esistenza dell'accordo. Così oggi, la simbologia usata per i segnali stradali può essere considerata il “patto” tra l’amministrazione che è responsabile delle decisioni che “disciplinano” la circolazione stradale, e l’utente della strada che è “obbligato” a fidarsi di tali simboli, adeguando ad essi il proprio comportamento su strada. Avere scarsa cura del segnalamento stradale vuol dire “tradire” un patto, e tale azione è grave almeno quanto il mancato rispetto da parte di un automobilista del segnalamento stradale, con le conseguenze che tale azione può comportare in termini di danni a sé stessi e agli altri utenti della strada: trascurare il segnalamento stradale può incidere sulle vite di altri esseri umani, innestando conseguenze dolorose, spesso permanenti! Nel 2015 sulle strade italiane – purtroppo – sono aumentati gli incidenti stradali; i dati ISTAT registrano 3.419 morti e 246mila feriti, con un aumento dell’1,1% dei morti.

È assurdo che ancora oggi, le amministrazioni pubbliche che gestiscono le strade, non integrino nei propri processi gestionali e manutentivi tecnologie avanzate e diano così poco risalto ai sistemi tecnologici capaci di consentire la condivisione delle informazioni apportando quel valore aggiunto che contribuisce attivamente alla salvaguardia della fluidità e della sicurezza della circolazione stradale, garantendo le amministrazioni per quanto attiene alle responsabilità in materia, non solo legali ma anche economiche considerato che amministrano risorse pubbliche (quante amministrazioni possono dire di sapere “quanti” segnali hanno sulle loro strade ... per non parlare della conoscenza della “qualità” del proprio segnalamento stradale).

Poiché è oramai chiaro che il processo e lo scambio di informazioni sono notevolmente articolati e dinamici, frutto della continua innovazione ed evoluzione dei sistemi di comunicazione, per fortuna, piano piano, amministrazioni “illuminate” sostituiscono “abitudini e consuetudini” con nuove politiche gestionali, grazie anche all’applicazione di potenti strumenti tecnologici (Sistemi Informativi per la redazione e la gestione del “catasto della segnaletica”, del “piano del segnalamento stradale” e per l’organizzazione della “manutenzione”), oggi alla portata di chiunque decida di sfruttarne i vantaggi. È oramai indispensabile riuscire ad abbattere le barriere e le protezioni delle vecchie abitudini, consentendo al “sapere” di diffondersi all’interno della gestione tecnica dell’infrastruttura stradale ed, in particolare, della segnaletica, consentendo la condivisione delle informazioni e il raggiungimento “condiviso”dei risultati. Per l’ottimizzazione dei processi gestionali, al fine di destinare le risorse finanziarie, umane ed ambientali verso obiettivi di sostenibilità dei sistemi come delle prestazioni e dei livelli di servizio erogati, è indispensabile il presidio e lo sviluppo sistematico della conoscenza dell’infrastruttura stradale, con lo scopo di valorizzare e rendere patrimonio dell’Ente tutte le informazioni che, nel loro insieme, rappresentano uno degli asset intangibili della manutenzione, per pianificare, migliorare e controllare il patrimonio segnaletico gestito.

La gestione della “conoscenza” non consiste nella capacità di interpretare messaggi sensoriali provenienti dal mondo esterno, saper immaginare, inventare, sulla base di intuizioni pensare di risolvere problemi complessi in modo apparentemente magico e inspiegabile, ma è la capacità di risolvere problemi con “metodo scientifico”, intraprendendo una azione basandosi sull'osservazione e la rappresentazione puntuale delle informazioni, anche grazie all’adozione di adeguati Sistemi Informativi per la formazione innanzitutto del “catasto della segnaletica”, ed attraverso l’interpretazione razionale dei dati gestire una condizione reale, vera, materiale, esistente e concreta per l’utile manutenzione della segnaletica stradale. Ciò significa che dobbiamo affidarci solamente alla ragione; lo strumento conoscitivo che consente di attingere e definire la realtà è il ragionamento, il puro procedimento logico che si esprime in un linguaggio esatto, al contrario dell'opinione che si costruisce sul riferimento immediato ai dati della sensibilità, dal quale scaturiscono una conoscenza e una conseguente gestione approssimative e non adeguate. È dunque necessario ricorrere alla razionalità ed al criterio logico, per avere garanzia che la conoscenza sia usata “utilmente”. Inoltre la conoscenza è più utile alla gestione della strada quando una o più “intelligenze” sono messe in grado di utilizzarla, e ciò può avvenire soltanto con l’adozione di un adeguato Sistema Informativo che consente l’applicazione del “metodo scientifico” nella gestione condivisa del patrimonio segnaletico.
Il Sistema Informativo Operaegis per la segnaletica stradale è lo strumento implementato per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile; attraverso le fasi di censimento, catasto, e piano del segnalamento, consente la raccolta e la gestione di informazioni puntuali, misurabili attraverso l'osservazione, la condivisione (anche via internet) dei dati raccolti e, attraverso la redazioni dei piani del segnalamento, la formulazione di ipotesi e programmi concreti per la messa a norma e l’organizzazione delle fasi di installazione e manutenzione della segnaletica stradale.

La Direttiva Min. LLPP 24.10.2000 – “sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del codice della strada in materia di segnaletica e criteri per l’installazione e la manutenzione” prevede che “per conseguire l'obiettivo di una corretta utilizzazione dei segnali stradali, il progetto di segnalamento è strumento indispensabile per organizzare nel modo più congruo e razionale le informazioni utili e necessarie a garantire la sicurezza nella guida (art. 77, comma 2, reg.). E’ necessario predisporre progetti organici di segnalamento stradale (art. 77 reg.), affidati a tecnici specializzati, dei propri uffici tecnici del traffico o esterni, idonei a valutare le diverse soluzioni possibili, scegliendo quelle tecnicamente ed economicamente più valide”.

Operaegis facilita il monitoraggio dell’esistente, con la redazione del catasto, attraverso la ricognizione puntuale di tutta la segnaletica esistente e del suo stato di manutenzione e di efficienza e la verifica delle condizioni di impiego dei segnali stradali in opera e riscontro della loro durata ai fini della “vita utile”. L’azione “gestita” del monitoraggio è propedeutica alla successiva pianificazione definitiva, poiché consente il riesame e lo studio delle effettive esigenze per le specifiche situazioni di circolazione; il riscontro dell’opportunità di eliminare segnali non congruenti, non necessari o non più rispondenti alle situazioni e condizioni della strada. Partendo dalla conoscenza, in quantità e qualità, del patrimonio segnaletico esistente, con Operaegis si può poi procedere alla successiva redazione del Piano del Segnalamento Stradale (Progettazione Definitiva) che consente di conoscere le “azioni” e la “spesa” necessaria per la “messa a norma”, rendendo possibile la programmazione degli interventi necessari.
Il Sistema Informativo Stradale Operaegis consente di memorizzare, modificare, rappresentare, utilizzare e condividere le informazioni relative agli impianti segnaletici (sostegni, segnali, ecc.), riferite alla loro collocazione geografica. Il nostro Sistema consente funzioni che realizzano le attività di conduzione e manutenzione facendo riferimento alle aree della pianificazione, della gestione e del controllo, adempiendo alle attività di raccolta e trattamento dei dati, elaborazione statistica e monitoraggio. Tali funzioni consentono la restituzione automatica di rapporti (riepilogativi o di dettaglio) stampabili, relativi a: catasto della segnaletica stradale, programma lavori di manutenzione, elenco materiali necessari alla manutenzione programmata, dettaglio delle azioni di manutenzione svolte, riepilogo delle azioni di manutenzione svolte e dati storicizzati.
Luca Possanza (Responsabile del Coordinamento del Progetto OperaeGIS “Sistema Informativo della Segnaletica Stradale”)

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