C'era una volta

C’era una volta un giovane tecnico che, in cerca di una nuova occupazione, rispose ad una inserzione su un giornale per la selezione di personale; si richiedeva poca esperienza ma molta buona volontà: sembrava fatta proprio per lui.

Erano i primi anni ’80.

Il giorno del colloquio comprese che l’intenzione dell’impresa era quella di formare “in casa” uno specialista del settore, soprattutto perché il settore era veramente singolare, almeno al giovane sembrò così. Pur essendo “patentato” e guidando da alcuni anni, fin a quel momento non si era mai posto il problema di chi si occupasse dell’organizzazione della circolazione stradale con l’installazione della segnaletica e la sua manutenzione. In effetti, fino a quel momento aveva dato per scontato che “se c’era la strada … c’era anche la segnaletica”. Per formazione tecnica – dal punto di vista professionale – aveva sempre pensato alla strada nella sua rappresentazione su una mappa, con segni convenzionali che ne indicavano il tracciato e ne evidenziavano le “opere strutturali”: massicciata, scavi, muri, ponti, gallerie … ma la segnaletica proprio no, fino ad allora, a quella lui non ci aveva proprio mai pensato. Anche in quell’occasione il giovane sottovalutò la materia, pensò che occuparsi di segnalamento stradale fosse banale, ma un giovane poco più che ventenne non rinuncia ad un posto di lavoro ben retribuito. Risultò idoneo ed accettò il posto.

Iniziò la nuova professione sotto la guida attenta di Tecnici esperti che gli insegnarono l’importanza di un’accurata pianificazione del segnalamento stradale, e all’epoca i “progetti” erano ancora disegnati a mano.

Comprese subito che la “materia” era complessa: la segnaletica stradale è regolata da Leggi e costruita con l’impiego di materiali tecnologicamente sofisticati (pellicole rifrangenti, adesivi speciali, ecc.). Capì inoltre che circolazione e sicurezza sono strettamente connessi al segnalamento stradale e che la segnaletica è un linguaggio “universale”. (approfondimento) Al giovane capitò un’altra fortuna: venne preso in simpatia da un Tecnico anziano di un ente il cui scopo è l’attività manutentiva delle strade. Questi diventò suo mentore insegnandogli i segreti della gestione dell’infrastruttura stradale.

Di lì a qualche anno l’anziano Tecnico andò in pensione; in quell’occasione il giovane fu colpito dal fatto che con esso era praticamente andata in pensione tutta la conoscenza delle strade delle quali si era occupato quell’uomo per tanti anni, e il suo sostituto praticamente non aveva che montagne di carte sparse in diversi armadi …  non era ancora l’epoca del computer.

Il nostro giovane tecnico si chiese come fosse possibile per un ente preposto alla gestione di importanti infrastrutture stradali (compresa la segnaletica), con l’impiego di ingenti risorse economiche, non conoscesse nei particolari quantità e qualità degli elementi componenti l’infrastruttura gestita, disponendo solo di strumenti antiquati ed applicando procedure che non consentivano più la gestione di una tale quantità di dati, tecnici e amministrativi. Per la prima volta cominciò a pensare ad un modo efficace per registrare e condividere la “conoscenza” specifica, organizzata in modo tale da ottenere miglioramenti di natura progettuale e gestionale, attraverso l’applicazione di nuove procedure di conduzione e avanzati metodi di controllo del patrimonio segnaletico.

Dopo qualche anno, per il nostro giovane tecnico, arrivò l’opportunità di lavorare per una azienda di dimensioni internazionali, leader di mercato per i prodotti rifrangenti per la segnaletica verticale e orizzontale.

Intanto, nel mondo, cominciavano ad affermarsi il computer e la telefonia mobile e si “immaginavano” i primi programmi software per la gestione manutentiva della segnaletica.

Alla fine degli anni novanta si era oramai entrati nell’era del GIS (Sistemi Informativi Geografici), per la gestione “geografica” dei dati; nel 1973 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America aveva sviluppato il progetto GPS (Sistema di Posizionamento Globale) diventato poi pienamente operativo nel 1994. (approfondimento)

Fu a questo punto che l’oramai “più che maturo giovane”, insieme ad altri professionisti con esperienze maturate nei settori del segnalamento e dei sistemi GIS, costituì un gruppo di studio per lo sviluppo di un sistema informativo avanzato per la gestione della segnaletica stradale; iniziò così il progetto OperaeGIS®. L’obiettivo era l’implementazione di un Sistema Informativo che consentisse la gestione della vasta mole di conoscenze e di esperienze pratiche che gli operatori del settore  hanno accumulato nel corso del tempo, rendendo semplice la raccolta di informazioni su strada, la formazione di catasti cartografici specifici, la programmazione manutentiva, e che consentisse la condivisione di tutti gli elementi, tecnici ed amministrativi, per la conoscenza del patrimonio segnaletico.

Così è nato OperaeGIS ®, il Sistema Informativo per la segnaletica stradale che permette di creare banche dati specifiche per gestire “geograficamente” (archiviare, classificare, interrogare anche su mappa) tali informazioni. Il Sistema permette la realizzazione di ambienti virtuali e  fornisce le funzionalità, con i quali è possibile trasferire (condividendola) la conoscenza del patrimonio segnaletico ed i relativi piani manutentivi, che altrimenti resterebbero di natura verbale o cartacea e quindi andrebbero persi nel tempo.

A questo punto, la classica chiusura con “ e tutti vissero felici e contenti” deve necessariamente essere sostituita da “ e alcuni vissero felici e contenti” poiché, nonostante oggi sia possibile dotarsi di strumenti pensati specificamente per essere utili alla cura del segnalamento stradale, ciò non avviene nella maggior parte degli Enti preposti alla gestione della segnaletica, dimostrando la diffusa scarsa sensibilità di molti amministratori pubblici.

Qual è la morale della favola?

La morale è che per una buona manutenzione bisogna innanzitutto adottare idonei strumenti, realizzati da chi ha adeguata competenza ed adoperati da tecnici qualificati, che consentono di comprendere e superare i problemi, con conseguenti ricadute positive di tipo economico (gestione di risorse e produttività) e di altra natura (immagine, responsabilità sociale), oltre a provvedere ai bisogni della collettività garantendo l’erogazione di un servizio fondamentale per il cittadino utente della strada, migliorando la fluidità e la sicurezza della circolazione.

Sei qui: Home Chi Siamo C'era una volta